Genova, 12 giugno 2020

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Che ragioni aveva l’Italia di andare in Africa, fra gente diversa, di diversa lingua, religione, costumi, e ostile a noi e alla nostra civiltà per giunta? Nessuna, se si scarta la vanità del re, aspirante alla corona imperiale, la fortuna del Banco di Roma che ha laggiù impiegate somme ingenti e sperava che sotto il governo italiano queste rendessero di più, nonché l’ardente desiderio di diversi decaduti e impoveriti, che speravano di rifar la fortuna calando quali luride civette a dissanguare in ogni modo possibile quel povero popolo vinto e sottomesso. Tutte le altre ragioni economiche, politiche, storiche e patriottiche lanciate al vento da coloro che tale guerra hanno iniziata, preparata da lungo tempo, senza che tu e il popolo d’Italia ne sapeste nulla, erano menzogne. E nessuno lo sapeva meglio di coloro che le bandirono, collo scopo di avere l’approvazione della povera gente che deve fare e pagare la guerra col sangue, col pianto, colla miseria, con la vita, senza nulla guadagnare, neppure se si vince. (15 dicembre 1914)

Non piangete la mia morte (1927), di Bartolomeo Vanzetti