CoviDiario

Sinossi:

Dalla necessità di dare voce a molte storie, anche minime, di lotta e resistenza quotidiana al virus Covid-19, nasce questo Diario che rivela l’esistenza di un fitto sottobosco di azioni e relazioni nate durante i mesi del lockdown. Se di queste vicende si fossero impossessati i mass-media e la stampa ‘tradizionale’ non avremmo questi racconti, o peggio, avremmo l’ennesima sfilza di numeri, statistiche e uomini appiattiti alla voce ‘eroi’. Questo libro svela chi era al centro del tornado Coronavirus e combatteva senza armi o quasi; chi, mentre qualcuno si adeguava silenziosamente a indossare la mascherina e a non uscire di casa, cercava il modo per non sottostare passivamente a una reclusione travestita da sicurezza, fosse solo ragionando in maniera autonoma. Un testo fondamentale perché non accada quanto scriveva nel 1908 Anatole France: “Le testimonianze false valgono più di quelle vere, perché vengono create espressamente per le necessità della causa, su ordinazione e su misura, e quindi risultano esatte e particolareggiate. Sono preferibili perché trasportano le menti in un mondo ideale e le distraggono dalla realtà, che, in questo mondo, purtroppo, non è mai senza ombre.”


E’ disponibile il libro “CoviDiario”. Chi fosse interessato scriva a marco.sommariva1@libero.it

Genova, 30 giugno 2020

Credit: George Pemba, pittore sudafricano

La Resistenza era fatta di persone come me e te, agricoltori, distillatori, bracconieri, maestri, locandieri, dottori, camiciaie. Non erano eroi, erano solo dei disperati!

Il terrorista nero (2012), di Tierno Monénembo

La Resistenza non è nei boschi che la trovi, ma dentro di te.

Il terrorista nero (2012), di Tierno Monénembo

La moschea di Parigi è stata un importante centro per la Resistenza.

Il terrorista nero (2012), di Tierno Monénembo

La Resistenza è un concerto […] non una cacofonia dove ognuno suona per conto suo.

Il terrorista nero (2012), di Tierno Monénembo

Genova, 29 giugno 2020

Credit: George Pemba, pittore sudafricano

Mio padre è morto l’anno in cui l’AIDS ha fatto la sua comparsa. Ma aveva già intravisto l’oblio strategico in cui le grandi potenze coloniali dimenticano un continente dopo averlo sfruttato. I tiranni Bokassa e Idi Amin Dada, saliti al potere con l’aiuto di Francia e Inghilterra, cui i governi occidentali hanno fornito armi e sussidi per poi rinnegarli. E le porte aperte all’immigrazione, a fiumi di giovani che negli anni Sessanta hanno lasciato il Ghana, il Benin o la Nigeria per servire da manodopera e popolare i ghetti di periferia; quelle stesse porte che saranno richiuse quando la crisi economica renderà le Nazioni industrializzate diffidenti e xenofobe. E soprattutto l’abbandono dell’Africa ai suoi vecchi demoni, malaria, dissenteria, carestie, e oggi anche la nuova peste dell’AIDS, che minaccia di morte un terzo dell’intera popolazione africana mentre ancora una volta le Nazioni occidentali, detentrici dei rimedi, fingono di non vedere e di non sapere nulla.

L’africano (2004), di J.M.G. Le Clézio

Genova, 28 giugno 2020

Credit: Bartolomeo Casertano, pittore e restauratore d’arte originario di Caserta

Un giorno c’era un tale caldo che a Fantozzi alle undici del mattino, mentre era in cucina che faceva correre un po’ d’acqua per bere, comparve improvvisamente la Madonna. Era in piedi sull’acquaio e gli sorrideva, poi scomparve. “Sarà questo maledetto caldo” si disse: e decise di raggiungere la moglie in campagna. Mentre si preparava per il viaggio si domandava perché mai la Madonna per il passato si sia limitata a comparire a pastorelli semianalfabeti e in zone montuose, e mai per esempio a Von Braun, al Centro Spaziale di Houston durante una riunione della NASA. Non ricordava infatti di aver mai letto sui giornali notizie di questo tipo: “Ieri alle 16,30 la Santa Vergine è comparsa improvvisamente dietro la lavagna di un’aula gremita di studenti della scuola di ingegneria di Pisa, durante la lezione di “meccanica applicata alle macchine”. Il docente professor Mannaroni-Turri, noto ateo, è svenuto di fronte a duecento studenti”.

Fantozzi (1971), di Paolo Villaggio

Genova, 27 giugno 2020

Credit: sommartist@gmail.com

[…] il mio odio per la borghesia è in realtà una specie di ripugnanza fisica verso la volgarità piccoloborghese, la volgarità delle “buone maniere” ipocrite, e così via. Forse soprattutto perché trovo insopportabile la grettezza intellettuale di questa gente.

Pasolini su Pasolini (1968), di Pier Paolo Pasolini e Jon Halliday

Genova, 26 giugno 2020

Credit: Fabio Santin, aparte@virgilio.it

[…] ogni italiano è marxista, così come ogni italiano è cattolico. Il prete intelligente analizza sempre la società in termini marxisti, lo fa perfino il Papa. Una frase usata da Paolo VI che misi nel mio Uccellacci e uccellini fu creduta da tutti una frase di Marx. Il marxismo è parte della cultura italiana.

Pasolini su Pasolini (1968), di Pier Paolo Pasolini e Jon Halliday

Genova, 25 giugno 2020

Credit: Bartolomeo Casertano, pittore e restauratore d’arte originario di Caserta

Che cosa significa per me un processo? Se mi mettono in carcere non me ne importa affatto. È una cosa di cui non mi curo. Per me non fa nessuna differenza, nemmeno dal punto di vista economico. Se finirò in prigione, avrò modo di leggere tutti i libri che altrimenti non sarei mai riuscito a leggere.

Pasolini su Pasolini (1968), di Pier Paolo Pasolini e Jon Halliday

Genova, 24 giugno 2020

Credit: sommartist@gmail.com

Nell’immediato dopoguerra i braccianti erano impegnati in una massiccia lotta contro i grandi proprietari terrieri del Friuli. Per la prima volta in vita mia, mi trovai, fisicamente, del tutto impreparato, e questo perché il mio antifascismo era puramente estetico e culturale, non politico. Per la prima volta mi trovai di fronte alla lotta di classe, e non ebbi esitazioni: mi schierai subito con i braccianti. I braccianti portavano sciarpe rosse al collo, e da quel momento abbracciai il comunismo, così, emotivamente. Poi lessi Marx e alcuni dei pensatori marxisti. […] ogni italiano è marxista, così come ogni italiano è cattolico. Il prete intelligente analizza sempre la società in termini marxisti, lo fa perfino il Papa. Una frase usata da Paolo VI che misi nel mio Uccellacci e uccellini fu creduta da tutti una frase di Marx. Il marxismo è parte della cultura italiana.

Pasolini su Pasolini (1968), di Pier Paolo Pasolini e Jon Halliday